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Biennale Arte 2022: come godersela al meglio!

Ciao a tutt*!


Sono tornata con un nuovissimo post in cui voglio raccontarvi la mia esperienza alla Biennale d'Arte 2022. Infatti, come avrete visto su Instagram - se non mi seguite cosa state aspettando? - sono stata un weekend a Venezia proprio per godermi al meglio questo bellissimo evento.


Ma partiamo dal principio...

Che cosa è la Biennale?

Si tratta di uno degli eventi più importanti al mondo legato al mondo delle arti figurative, dell'architettura, del cinema, del teatro e della danza. Il suo vero nome è, in realtà, Esposizione internazionale d'arte di Venezia, ma dato che la fondazione che la organizza si chiama Biennale ha preso questo nome semplificato. L'esposizione d'arte si alterna ogni anno con quella di architettura, dunque viene ospitata ogni due anni: quella di quest'anno in realtà avrebbe dovuto tenersi nel 2021, ma date le problematiche legate alla pandemia è slittata di un anno.


La mostra di quest'anno è la 59°; infatti la prima biennale risale al 1895 e venne organizzata da un gruppo di intellettuali veneziani guidati dal sindaco del tempo, Riccardo Selvatico, con lo scopo di stimolare l'attività artistica veneziana.


Attualmente, la Biennale si sviluppa su due sedi:

  1. L'Arsenale: dove i visitatori sono guidati lungo un percorso predefinito allineato con il tema della Biennale - che viene scelto dal curatore - negli ambienti delle Corderie, delle Artiglierie e negli spazi esterni delle Gaggiandre e del Giardino delle Vergini.

  2. I Giardini: dove sono collocati la maggior parte dei padiglioni nazionali, oltre che un secondo percorso nel Padiglione Centrale.

Adesso vi starete chiedendo...


Qual è il tema di quest'anno?

Il titolo e il tema della Biennale d'Arte 2022 è Il latte dei sogni, ispirato al racconto per bambini scritto dall'artista surrealista Leonora Carrington, che descrive un mondo magico nel quale la vita viene costantemente reinventata in un universo libero e pieno di possibilità. L'esposizione sceglie le creature fantastiche di Carrington, insieme ad altre figure metamorfiche pensate dagli artisti, per accompagnare lo spettatore in un viaggio attraverso la definizione dell'umano.



La curatrice, Cecilia Alemani - la prima donna italiana nella storia ad ottenere questo incarico - è partita proprio dalla domanda Come sta cambiando la definizione dell'umano? per organizzare la sua Biennale.


Molte artiste ed artisti inclusi in mostra hanno immaginato una condizione postumana che sfida la moderna visione occidentale dell’essere umano come fulcro immobile dell’universo; all'idea illuminista dell'uomo bianco europeo si contrappongono nuovi mondi, dove le donne e altre culture hanno un ruolo chiave.


Nella sua Biennale, Cecilia Alemani è riuscita secondo me nel difficile intento di rappresentare la diversità: non solo è l'anno in cui sono presenti più artiste donne in assoluto, ma è anche quello in cui gli artisti provengono da più zone del mondo.

A questa riflessione sulla condizione umana in cambiamento si affianca anche la presa di coscienza di quanto la tecnologia, sempre più pervasiva, influisca sulla nostra vita. Come ha scritto la curatrice stessa:


Oggi il mondo appare drammaticamente diviso tra ottimismo tecnologico - che promette il perfezionamento all'infinito del corpo umano attraverso la scienza - e lo spettro di una totale presa di controllo da parte delle macchine per mezzo dell'automazione e dell'intelligenza artificiale.

Una questione che sicuramente è diventata sempre più urgente a causa della pandemia e che gli artisti e le artiste non si sono risparmiati di considerare nel profondo. Le loro risposte sono state differenti: in molti abbracciano questo cambiamento, celebrando una comunione con il non umano e formando dei cyborg con capacità superiori; altri ancora, attingendo da saperi indigeni, ricercano un più profondo legame con la natura.


Ma non voglio spoilerarvi troppo!

Dunque...


Come visitarla al meglio?

Il mio consiglio è quello di prendersi due giorni per visitare entrambe le sedi con calma. Non che non sia possibile visitarla tutta in un giorno (io l'ho fatto per cause di forza maggiore), ma è veramente stancante e si rischia di non godersi a pieno l'esperienza. La moltitudine di stimoli a cui si è sottoposti è enorme, tutti i sensi sono chiamati a partecipare ed è quindi molto facile stancarsi velocemente.


Vi consiglio di acquistare il biglietto online per evitare di dover fare la fila in loco. Sul sito web della Biennale potrete acquistare il biglietto a 25 euro (guardate bene perché ci sono molte riduzioni) che vi dà il diritto a un ingresso all'esposizione ai Giardini e a quella all'Arsenale, non necessariamente nello stesso giorno.



Attenzione agli orari e ai giorni di chiusura. La Biennale apre alle 11:00 - piuttosto tardi - e chiude alle 19:00 con l'ultimo ingresso alle 18:45. Il lunedì è chiusa, tranne per alcune eccezioni che potete trovare sul sito web. Se ne avete la possibilità, il mio consiglio è quello di evitare i weekend, quando le esposizioni sono indubbiamente più affollate.

Un altro consiglio è quello di acquistare la guida breve o il catalogo PRIMA di entrare nella mostra. Potete farlo sia online, sia agli shop presenti all'ingresso e vi sarà utilissima per capire meglio le opere che troverete nelle varie sale.

Io ho acquistato la guida breve per 18 euro e devo dire che è estremamente ben fatta: il catalogo è molto più ingombrante da portarsi dietro e costa circa 90 euro. L'ho sfogliato ed è fatto davvero molto bene, ma io per praticità ho preferito acquistare questo libriccino!


Ma da quale sede partire?

Il mio consiglio è quello di partire dai Giardini: il principio della mostra è, infatti, nella sala sotterranea del Padiglione Centrale, ed è una delle cinque mostre-capsula presenti alla Biennale. Dal titolo La culla della strega, essa presenta una raccolta di opere di artiste dell'avanguardia surrealista ispirate alla magia e all'occulto. Già da questa prima sezione emergono i temi della metamorfosi e della emancipazione, che sono alla base di molte delle contemporanee esposte nelle altre sale.


Dopo aver visto il Padiglione Centrale (e aver fatto l'immancabile foto di fronte alla scritta), vi consiglio di visitare i padiglioni nazionali: sono sostanzialmente delle piccole casette che presentano al loro interno un'opera o un gruppo di opere. Sul blog trovate un post dedicato a quali - secondo me - meritano una visita!

Il secondo giorno vi invito poi a visitare l'Arsenale, che personalmente è la sede che ho preferito tra le due. In particolare, la sezione che ho trovato più interessante è quella intitolata La seduzione dei Cyborg, dove sono presenti opere che propongono una visione dell'essere umano in comunione con la tecnologia.

Infatti, la parola cyborg è composta dalle espressioni 'cibernetico' e 'organismo' e, a differenza del robot, il cyborg è proprio un essere umano integrato con la tecnologia artificiale che gli conferisce capacità potenziate: le opere di questa sezione presentano - per l'appunto - questa prospettiva di collaborazione e simbiosi tra artificiale e organico.


Non voglio spoileravi troppo però, per saperne di più dovrete visitarla!


Detto questo io vi ringrazio per aver letto questo post! Ovviamente rimango a vostra disposizione per ulteriori domande, sia qui in chat sul blog, che in direct su Instagram (@brezzadarte)!


Un abbraccio, a presto!

Giulia









Comments


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Ciao, grazie per aver letto l'articolo!

Io sono Giulia, curiosa e logorroica per natura: in quanto art sharer ti porto con me tra mostre e musei!

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