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Donatello a Palazzo Strozzi e al Bargello: top o flop?

Ciao a tutt*!


Oggi voglio parlarvi di più nel dettaglio della mostra dedicata al grande maestro Donatello, nata dalla collaborazione di Palazzo Strozzi con il Museo del Bargello. Ho avuto il piacere di visitarla il 6 aprile approfittando della visita guidata organizzata dalla fondazione ogni mercoledì alle 18:00 (che vi consiglio assolutamente di prenotare)!


Cosa ne penso? Scopriamolo!


La mostra, dal titolo Donatello, il Rinascimento, è stata curata da Francesco Caglioti e si terrà dal 19 marzo al 31 luglio 2022 presso le due sedi fiorentine della Fondazione Palazzo Strozzi e del Museo del Bargello.


Si tratta di una mostra storica e irripetibile, la prima dedicata a ricostruire lo straordinario percorso di vita e di carriera dell'artista che ha portato il Rinascimento in Italia. I suoi capolavori vengono proposti a confronto con quelli di artisti come Brunelleschi, Masaccio, Mantegna e Bellini in modo da capire come si siano influenzati vicendevolmente.




Quello che risulta essere veramente incredibile dal mio punto di vista da aspirante registrar è il fatto che le oltre 130 opere esposte in mostra rappresentano prestiti unici, alcuni dei quali mai concessi prima, provenienti da quasi sessanta tra i più importanti musei e istituzioni al mondo dell'arte. La bellissima statuetta della Speranza proveniente dal Battesimale di Siena, per esempio, è la prima volta che lascia la sua collocazione originaria! Non è incredibile?


Pur essendo specializzata in Arte Contemporanea, ho deciso di visitare questa esposizione incuriosita dalla moltitudine di opere presenti e devo dire che non me ne sono pentita.


Infatti, il mio giudizio complessivo è assolutamente positivo. Sono rimasta piacevolmente stupita vedendo come la mostra accompagni - senza essere eccessivamente perentoria - lo spettatore attraverso le sale che ripercorrono le tappe più importanti della vita di Donatello, dalla sua gioventù fino alla morte avvenuta all'età di circa 80 anni.


Dal bellissimo David in marmo, realizzato dal giovane Donatello e che ci accoglie nella prima sala, passiamo ad ammirare alcune delle più belle e interessanti della storia dell'arte, come l’Amore-Attis del Bargello, gli Spiritelli del Pergamo del Duomo di Prato, i bronzi dell’altare maggiore della Basilica di Sant’Antonio a Padova, oltre ovviamente alla Madonna Pazzi, diventata simbolo della mostra.



Trovo sia una mostra estremamente godibile per tutti, che siano esperti o meno di arte rinascimentale.

L'allestimento è sobrio e delicato, ho particolarmente apprezzato la scelta di utilizzare il color carta da zucchero per le pareti. Anche i pannelli risultano essere chiari, facilmente leggibili e dettagliati.


Oltre all'allestimento, una delle cose che ho apprezzato di più è stata sicuramente la presenza di numerosi confronti con altri artisti e, in particolare, con Brunelleschi, il "nemico-amico" di Donatello per oltre quarant'anni.


Il mio confronto preferito?

Sicuramente quello del crocifisso, aneddoto raccontato da Vasari nelle Vite e di cui sono sicura abbiate sentito parlare almeno una volta:


Nei primi anni del Quattrocento, il ventenne Donatello scolpì un Crocifisso ligneo per la chiesa francescana di Santa Croce e decise di mostrarlo al caro amico Brunelleschi, «parendogli aver fatto una cosa rarissima». Tuttavia, la reazione del grande architetto lo lasciò senza parole: egli gli rispose infatti che il Cristo che aveva realizzato non gli piaceva affatto perché sembrava un contadino e che lui avrebbe potuto fare di meglio. Per dimostrarglielo, egli scolpì a sua volta un crocifisso, successivamente posto in Santa Maria Novella, e lo mostrò a Donatello, che riconoscendo la superiorità dell'amico affermò: «a te è conceduto fare i Cristi, et a me i contadini».

Aneddoti a parte, vi consiglio realmente di fare un salto a questa mostra, prima dedicata completamente a questo grande maestro.


Ci siete stati? Fatemelo sapere!

A presto, un abbraccio!


Giulia

Comments


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Ciao, grazie per aver letto l'articolo!

Io sono Giulia, curiosa e logorroica per natura: in quanto art sharer ti porto con me tra mostre e musei!

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